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| Acque di scarico: un'altra proroga |
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A quattro anni dal varo, la legge 152/99 per la tutela delle acque dall’inquinamento e per la regolamentazione delle acque di scarico non riesce ancora a divenire operativa. Con un articolo (il 10 bis)inserito nella legge “mille proroghe” (la 200/2003 di conversione del Decreto Legge n.147 del 24/06/03, che è riuscito ad attirare anche la “perplessità” del quotidiano della Confindustria, il Parlamento hanno prorogato di oltre un anno (dal 13 giugno 2003 al 3 agosto 2004) i termini per adeguarsi alla disciplina del D. Lgs. 152 da parte dei titolari degli scarichi idrici già esistenti nel 1999 anche se ancora non autorizzati ! L’art. 62 comma 11 del D.lgs. 152/99 dava tempo ben tre anni ai “titolari degli scarichi esistenti” per adeguarsi alla nuova disciplina (che era stata corretta ed integrata con il D. Lgs del 18/08/2000). Con il termine “esistenti” venivano intesi quelli autorizzati: dunque quelli che neppure avevano chiesto l’autorizzazione erano da considerarsi abusivi e fuorilegge. L’art. 10 bis, con il richiamo agli scarichi esistenti “ancorché non autorizzati” rimette in gioco gli scarichi abusivi e, di fatto, li legalizza! Per Fare Verde è uno schiaffo alla legalità ed a chi agisce rispettandola ed un ulteriore danno all’ambiente (dopo il decreto sulla balneabilità che ha cancellato chilometri di divieti di balneazione rendendo balneabili acque che non lo erano affatto) per una proroga che sembra solo un favore fatto ai furbi che hanno eluso la legge, impedendo alla magistratura di perseguire chi continua a scaricare abusivamente nei fiumi ed in mare. Di fatto chi, negli oltre 20 anni di vigenza della legge Merli prima e poi, in questi ultimi quattro anni (dopo il D. Lgs. 152/99) se ne è infischiato di regolarizzare il proprio scarico si è visto sanare gli anni di illegalità e in più concedere un altro anno di impunità.
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| fonte: www.fareverde.it |
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